Dal 4% al 25%, la grande vittoria di Giorgia Meloni coerente politica di “professione”

Dal 4% al 25% in cinque anni. È questa la grande vittoria di Giorgia Meloni che sbanca con il suo partito Fratelli d’Italia e fa incetta di voti ottenendo la fiducia degli italiani. Unitamente alla sua coerenza, che certamente è la chiave del suo personale successo.

Diplomata, non laureata, con una passione sfrenata per la politica “abbracciata” da giovanissima, e una storia personale fatta di momenti bui, altri delicati, mai fino ad oggi esaltanti. Pochissimo in maggioranza, praticamente sempre all’opposizione, nell’ultima legislatura più di sempre, dura e sempre schietta contro Conte, ferma ma più rispettosa con Draghi.

Spesso partita dal basso senza a volte centrare il risultato, nel 2016 Giorgia Meloni stava per diventare pure sindaco di Roma, ma “tradita” da Berlusconi arrivò solo terza, anche se con un buon successo personale.

Nel 2018, appena quattro anni fa, ottenne alle Politiche solo il 4,3%. Davvero troppo poco per il suo partito. Risultati insufficienti alle europee. Il resto è storia di oggi, con una Meloni che stravince anche a discapito della Lega, la quale paga un prezzo altissimo, con Berlusconi che invece tiene il passo grazie ad una campagna elettorale importante e ad una comunicazione (in questi frangenti importantissima) spesso adeguata.

Ora, in attesa di capire gli scenari che porteranno all’incarico per la formazione del prossimo governo, a lei e alla coalizione di centrodestra il compito di governare l’Italia in uno dei momenti più duri e complicati della storia della Repubblica.

I 25 punti del programma di Fratelli d’Italia. Nel programma di Fratelli d’Italia sono elencati 25 punti: “Sostegno alla natalità e alla famiglia”; “efficiente utilizzo di risorse Pnrr e fondi europei”; “fisco più equo e difesa del potere d’acquisto degli italiani”; “sostenere il sistema imprenditoriale italiano”; “made in Italy e orgoglio italiano”; “Sostenere la dignità del lavoro”; “Largo ai giovani”; “Rilanciare la scuola, l’università e la ricerca”; “Per un vero Stato sociale che non dimentichi nessuno”; “Il diritto a una vecchiaia serena”; “Una sanità al servizio della persona”; “A difesa della libertà e della dignità di ognuno”; “Cultura e bellezza, il nostro Rinascimento”; “Il turismo e la nostra crescita felice”; “Agroalimentare pilastro del sistema Italia”; “A difesa dell’ambiente e della natura”; “Energia pulita, sicura e a costi sostenibili”; “Ripartire da investimenti e infrastrutture; Trasporti per un’Italia più veloce, più collegata, più smart”; “Sud opportunità di crescita per l’Italia”; “Fermare l’immigrazione illegale e restituire sicurezza ai cittadini”; Una giustizia giusta e celere, per cittadini e imprese”; “Diamo  Credito a famiglie e imprese”; “Presidenzialismo, stabilità di governo e Stato efficiente”; “Italia protagonista in Europa e nel mondo”.

Buon lavoro. Per l’Italia!

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Il mondo piange la Regina Elisabetta: pacata, serena e con un pizzico di “humor” ovviamente british

Ci sono personaggi che sono storia, e la regina Elisabetta è uno di questi. “Good Save The Queen” suona mentre il Regno Unito, il Commonwealth e il mondo intero si stringono intorno al ricordo di una grande donna, pacata e serena, capace di vivere “epoche” differenti fatte di modernità e postmodernità con dignità, pacatezza e un pizzico di humor, ovviamente british.

La regina Elisabetta è morta, e resterà per sempre nei cuori di tutti noi. Una donna impossibile da non amare, l’ultima grande regina, che non un Paese, non un Regno, ma il mondo intero, piangono oggi, giovedì 8 settembre 2022. Tutti in fila a Londra ogni volta con quella vana speranza di vederla affacciarsi alla finestra, nella città più suggestiva al mondo.

“Elisabetta II si è spenta in pace, nel suo letto a Balmoral” – recita la nota di Buckingham Palace, dove il cambio della guardia si è fermato – dopo aver raggiunto ogni traguardo professionale e forse anche personale nei suoi 96 anni di età e 70 anni di regno (mentre in Italia si susseguivano oltre 60 governi).

Elisabetta è stata la regina più longeva per il Regno Unito, 73 anni di nozze con 4 figli e 12 bisnipoti, una regina giramondo per eccellenza: con i suoi viaggi ha visitato 193 Paesi del mondo.

Adesso “London Bridge is down” – è calato il ponte di Londra, strofa di una filastrocca nota a tutti i bambini inglesi – l’avvio all’operazione che descrive nei dettagli cosa debba accadere alla morte della regina.

Da Lady Diana ai tempi d’oggi tante vicissitudini, sempre vissute con stile: l’età che avanzava, il dolore di vedere la famiglia divisa, le pressioni perché passasse lo scettro al figlio che avanzava nell’infinita attesa della corona – perfino con il sorriso sulle labbra. Una donna semplice, che amava follemente i suoi animali, i cani corgi (ben 30 i cani avuti nella sua vita) e i suoi cavalli in primis, seria ma sempre piena di humor, capace di far sorridere e scaldare i cuori della gente, quella tanta gente che oggi la piange con negli occhi il ricordo di una ‘figura’ unica.

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