Lo sport si ama, non si discute: servono strutture adeguate e consone a chi pratica l’attività fisica

SULLE STRUTTURE SPORTIVE AD ASSISI | È di questi giorni la notizia che l’attività sportiva è stata inserita nella Costituzione italiana per il suo valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico in tutte le sue forme. Per questo, mi chiedo ancor più se leggere la querelle politica sugli impianti sportivi del territorio di Assisi ha un non so che di ironico o si sta parlando seriamente? Oppure se magari sono soltanto e nuovamente i soliti discorsi di palazzo in previsione di nuove tornate elettorali? Di positivo in questa recente diatriba c’è solo che la stessa politica almeno dello sport locale se ne sta accorgendo. E basta.

È risaputo che, rispetto all’estero, in Italia si è rimasti indietro in ambito di strutture legate allo sport. Ma ad Assisi negli ultimi 20 anni non si è fatto praticamente niente. Tralasciando lo stato indecoroso del complesso “Degli Ulivi”, dove piscina e tennis sono solo un ricordo, lo stadio – da ritirare su – fa invidia a molti, penso al fatto che non c’è un palasport comunale, le numerose palestre fatiscenti e ‘rimaste’ agli anni ’70. Mio figlio – ad esempio, e parlo da padre – si allena correndo e sudando sopra a un linoleum consumato dagli anni e alto ormai solo circa 3 mm, in una nota palestra di una scuola angelana, che solo a vederla ogni giorno mi mette – non lo nascondo – molta ansia.

Stadi non a norma per un pubblico “troppo” numeroso, spogliatoi con docce inaccessibili e servizi non sufficienti. Piste ciclabili discutibili, piste di atletica sconosciute. Solo poco più di 5 anni fa l’allora unica squadra di calcio a 5 partecipante ad un campionato di interesse nazionale costretta ad esiliare (mutando nome e cogliendo addirittura una buona e rara occasione) nella vicina Perugia. Altre società dilettantistiche si contendono ogni giorno orari con giornate che fuggono alle ore scorrendo troppo velocemente, magari chiedendo aiuto a società di comuni limitrofi con accordi e ‘fusioni’. Partite – di campionati regionali ed interregionali – giocate in giorni ed orari che per prima accordarli serve fare giri assurdi fra telefonate, riunioni e concessioni.

E se – rimanendo in tema di diatribe – per completare una tensostruttura occorrono veramente ben due mandati amministrativi, credo che la speranza per lo sport locale sia ridotta al lumicino. A rimetterci è sempre questo bellissimo movimento sportivo. E allora torno all’inizio del mio pensiero e mi chiedo se quando leggo queste diatribe politiche di ambito locale in certe occasioni non sarebbe davvero meglio prima ascoltare seriamente le esigenze di chi si impegna per lo sport e di chi lo pratica, collaborando anche – fra chi annuncia e progetta – tra comuni e realtà limitrofe. Solo così si potrebbe davvero agire concretamente raggiungendo obiettivi realizzabili e che stanno davvero a cuore a chi ogni giorno corre, si allena e si diverte praticando attività fisica e salutare. Viva lo sport!

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