Vlahovic e Zakaria cambiano la Juve che ora gioca bene e vince

Vlahovic e Zakaria. E la Juve va. I due volti nuovi prendono per mano subito la Juventus e la guidano verso il ritorno alla vittoria. 2-0 al Verona e sorpasso quarto posto sull’Atalanta. Il tridente Dybala-Vlahovic-Morata manda la Juve su di giri. L’intesa c’è già, è da amalgamare ma c’è, c’è anche l’equilibrio richiesto da Allegri, con la difesa che non prende più gol comandata da un Chiellini insuperabile. Corsa Champions apertissima, ma pensare a qualcosa in più del quarto posto, dopo stasera, non è più utopistico.

Quella di adesso è un’altra Juventus, sveglia e concentrata, una Juve tosta, cattiva, affamata, talmente trasfigurata da piombare su tutti i palloni con insolita veemenza e vincere i duelli. E poi lì davanti c’è Dusan Vlahovic. La punta vera tanto voluta e che mancava dai tempi di Carlitos Tevez prima e Higuain dopo (e non di Ronaldo – perché la Juve ora è più squadra) e che, con Denis Zakaria a centrocampo che ha dato sostanza ai bianconeri, ha iniziato a far giocare bene la squadra. Morata che sembra un altro, Rabiot che corre di più, Arthur che manovra e gioca novanta minuti interi, Dybala che esce adirato perché finalmente voglioso di stare in campo.

E adesso la corsa Champions, con l’Atalanta stoppata dal Cagliari, ingolosisce. Juve quarta in classifica, davanti ai nerazzurri da incrociare domenica a Bergamo. In attesa di altri passi falsi dell’Inter, che sconfitta malamente nel derby, forse ha dimostrato di essere sì forte, ma non imbattibile. E con una punta in più (tra le più forti del momento) che fa giocare la squadra e fa gol. Perché a calcio, si sa, le partite si vincono se giochi e fai gol.

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