Gianluca Vialli, campione di vita e coraggio: eleganza, classe, dignità e una voglia innata di non mollare mai

La notizia è di quelle terribili, perché la morte di Gianluca Vialli è un qualcosa che lascia sgomenti. Eleganza, classe, dignità. Voglia di vivere e di lottare. Oltre che un grandissimo campione che a tanti juventini ricorda la cosa più bella, quella Coppa dei Campioni sempre tanto desiderata, Gianluca Vialli era soprattutto una bellissima e grandissima persona.

Un uomo vero, educato, sincero. Gianluca Vialli parlava della sua malattia con innato realismo: “Con il cancro non sto facendo una battaglia perché non credo che sarei in grado di vincerla, è un avversario molto più forte di me. Il cancro è un compagno di viaggio indesiderato, però non posso farci niente”.

“Al termine di una lunga e difficoltosa “trattativa” con il mio meraviglioso team di oncologi ho deciso di sospendere, spero in modo temporaneo, i miei impegni professionali presenti e futuri” – aveva comunicato nelle scorse settimane Gianluca Vialli – “obiettivo, quello di utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia, in modo da essere in grado al più presto di affrontare nuove avventure e condividerle con tutti voi. Un abbraccio”.

“Un ospite indesiderato, un compagno di viaggio che avrei evitato volentieri”, come lo aveva ironicamente definitivo lui stesso.

Nato a Cremona il 9 luglio 1964, Gianluca Vialli iniziò a giocare a calcio all’oratorio del Cristo Re, al villaggio Po di Cremona. Dopo le giovanili vissute nel Pizzighettone, la Cremonese, arrivando fino alla prima squadra, 113 partite, 25 gol. Nell’estate del 1984 ecco la Sampdoria. Con la maglia blucerchiata addosso scriverà pagine indelebili del calcio italiano. “I gemelli del gol”, così fu ribattezzata la coppia gol formata insieme a Roberto Mancini, suo amico fraterno. Con la Sampdoria 328 partite ufficiali, 141 gol e lo Scudetto nella stagione 1990-1991, una Coppa delle Coppe (1989-1990), tre edizioni della Coppa Italia (1984-1985, 1987-1988 e 1988-1989) e una Supercoppa italiana (1991).

Nell’estate del 1992 ecco la Juventus, con la quale gioca 145 partite segnando 53 gol. In bianconero conquista uno Scudetto (1994-1995), una Champions League (1995-1996), una Coppa Italia (1994-1995) e una Supercoppa italiana (1995). Chiude la carriera da giocatore in Inghilterra, con la maglia del Chelsea (87 presenze e 40 gol). Con i Blues conquista quattro trofei: Coppa delle Coppe (1997-1998), Supercoppa europea (1998), Coppa d’Inghilterra (1996-1997) e Coppa di Lega (1997-1998). In Nazionale il bilancio di Vialli è di 16 gol in 59 presenze, tanti i ricordi in particolare ad Italia ‘90.

Gianluca Vialli diventa allenatore ed esordisce in Inghilterra in Premier League il 12 febbraio 1998, con il ruolo di player-manager del Chelsea. Diventa allenatore a tempo pieno dal 1999-2000. Dopo aver conquistato tre titoli nazionali e due europei, dal Chelsea viene esonerato il 12 settembre del 2000. Nel 2001 l’ultima esperienza in panchina, quella del Watford con cui l’avventura dura però poco più di un anno. Nei quindici anni successivi Vialli è commentatore e opinionista tv a Sky. Sempre con eleganza, pacatezza. Sempre con grande signorilità e sportività.

Nel novembre 2019 la Figc lo nomina capodelegazione della Nazionale allenata dall’amico Roberto Mancini con cui vince nell’estate del 2021 gli Europei nell’epica finale vinta ai rigori contro l’Inghilterra. L’abbraccio con il compagno di sempre Roberto Mancini resterà in eterno uno degli abbracci più belli ed emozionanti della storia del calcio.

Oggi, 6 gennaio 2023 giorno dell’Epifania, la notizia più brutta. Quella della sua scomparsa. Ciao Gianluca, grande uomo, esempio di vita e di coraggio. Ci mancherai tantissimo, a tutti!

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